Asti, antiqua Città, che a me già desti
La culla, e non darai (pare) la tomba;
Poich'è destin, che da te lungi io resti,
Abbiti almen la dottrinal mia fromba.
Quanti ebb'io libri all'insegnarmi presti,
Fatto poi spirto a guisa di colomba
Tanti ten reco, onde per lor si innesti
Ne' tuoi figli il saper che l'uom dispiomba.
Nè in dono già, ma in filial tributo
Spero, accetto terrai quest'util pegno
D'uom, che tuo cittadin s'è ognor tenuto
Quindi, se in modo vuoi d'ambo mio degno
Contraccambiarne un dì 'l mio cener muto,
Libri aggiungi ai miei libri; esca, all'ingegno.
Vittorio Alfieri
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