@ASTI www.atasti.it   Celebrazioni Alfieriane
ATTO I
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ATTO II
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   Scena seconda
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ATTO III
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ATTO IV
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ATTO I
Scena prima




DAVID Qui freno al corso, a cui tua man mi ha spinto,
onnipossente Iddio, tu vuoi ch'io ponga?
Io qui starò. -Di Gelboè son questi
i monti, or campo ad Israèl, che a fronte
sta dell'empia Filiste. Ah! potessi oggi
morte aver qui dall' inimico brando!
Ma, da Saùl deggio aspettarla. Ahi crudo
sconoscente Saùl! che il campion tuo
vai perseguendo per caverne e balze,
senza mai dargli tregua. E David pure
era già un dì il tuo scudo; in me riposto
ogni fidanza avevi; ad onor sommo
tu m'innalzavi; alla tua figlia scelto
io da te sposo . . . Ma, ben cento e cento
nemiche teste, per maligna dote,
tu mi chiedevi: e doppia messe appunto
io ten recava . . . Ma Saùl, ben veggio,
non è in se stesso, or da gran tempo: in preda
Iddio lo lascia a un empio spirto: oh cielo!
miseri noi! che siam, se Iddio ci lascia?-
Notte, su, tosto, all'almo sole il campo
cedi; ch' ei sorger testimon debb' oggi
di generosa impresa. Andrai famoso
tu, Gelboè, fra le più tarde etadi,
che diran: David qui se stesso dava
al fier Saulle.-Esci, Israèl, dai queti
tuoi padiglioni; escine, o re: v'invito
oggi a veder, s'io di campal giornata
so l' arti ancora. Esci, Filiste iniqua;
esci, e vedrai, se ancor mio brando uccida.




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