| MICOL |
. . . Ei fugge? . . . oh cielo! . . . Il seguirò . . . Ma, quali
ferree catene paion rattenermi? . . .
Seguir nol posso.-Ei mi s'invola! . . . Appena
mi reggo, . . . non ch'io 'l segua . . . Un'altra volta
perduto io l'ho! Chi sa, quando il vedrai?
Misera donna! e sposa sei? . . . fur nozze
le tue? . . .-No, no; del crudo padre al fianco
più non rimango. Io vo' seguirti, o sposo . . .-
Pur, se il seguo, lo uccido; è ver, pur troppo!
Come nasconder la mia lenta traccia,
su l'orme sue veloci? . . .-Ma, dal campo
qual odo io suon, che d'armi par? . . . Ben odo . . .
ei cresce; e sordamente anco di trombe
è misto . . .E un correr di destrieri Oh cielo!
Che fia? . . . La pugna anzi al tornar del giorno,
non l'intimò Saùl. Chi sa? . . . I fratelli . . .
il mio Gionata . . . Oimè! . . . forse in periglio . . .-
Ma, pianto, ed urli, e gemiti profondi
dal padiglion del padre odo inalzarsi? . . .
Misero padre! . . . a lui si corra . . . Oh vista!
Ei viene; ei stesso; e in quale aspetto! . . . Ah! padre . . . |