ATTO I
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ATTO II
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ATTO III
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ATTO IV
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ATTO V
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ATTO QUINTO
Scena terza
SAUL, MICOL

| SAUL |
Ombra adirata, e tremenda,deh! cessa:
lasciami, deh! . . . Vedi: a' tuoi piè mi prostro . . .
Ahi! dove fuggo? . . .-ove mi ascondo? O fera
ombra terribil, placati Ma è sorda
ai miei preghi; e m'incalza? . . . Apriti, o terra,
vivo m'inghiotti . . . Ah! pur che il truce sguardo
non mi saetti della orribil ombra |
| MICOL |
Da chi fuggir? niun ti persegue. O padre,
me tu non vedi? me più non conosci? |
| SAUL |
O sommo, o santo sacerdote, or vuoi
ch'io qui mi arresti? o Samuèl, già vero
padre mio, tu l'imponi? ecco, mi atterro
al tuo sovran comando. A questo capo
già di tua man tu la corona hai cinta;
tu il fregiasti; ogni fregio or tu gli spoglia;
calcalo or tu. Ma, . . . la infuocata spada
d'Iddio tremenda, che già già mi veggo
pender sul ciglio, . . . o tu che il puoi, la svolgi
non da me, no, ma da' miei figli. I figli,
del mio fallir sono innocenti |
| MICOL |
Oh stato,
cui non fu il pari mai!-Dal ver disgiunto,
padre, è il tuo sguardo: a me ti volgi |
| SAUL |
Oh gioia!
Pace hai sul volto? O fero veglio, alquanto
miei preghi accetti? io da' tuoi piè non sorgo,
se tu i miei figli alla crudel vendetta
pria non togli.-Che parli? . . . Oh voce! "T'era
David pur figlio; e il perseguisti, e morto
pur lo volevi". Oh! che mi apponi? . . . Arresta.
Sospendi or, deh! Davidde ov'è? si cerchi:
ei rieda; a posta sua mi uccida, e regni:
sol che a' miei figli usi pietade, ei regni . . .-
Ma, inesorabil stai? Di sangue hai l'occhio;
foco il brando e la man; dalle ampie nari
torbida fiamma spiri, e in me l'avventi
Già tocco m'ha; già m'arde: ahi! dove fuggo?
per questa parte io scamperò. |
| MICOL |
Né fia,
ch'io rattener ti possa, né ritrarti
al vero? Ah! m'odi: or sei |
| SAUL |
Ma no; che il passo
di là mi serra un gran fiume di sangue.
Oh vista atroce! sovra ambe le rive,
di recenti cadaveri gran fasci
ammonticati stanno: ah! tutto è morte
colà: qui dunque io fuggirò . . . Che veggo?
Chi sete or voi?-"D'Achimelèch siam figli.
Achimelèch son io. Muori, Saulle,
muori".-Quai grida? Ah! lo ravviso: ei gronda
di fresco sangue, e il mio sangue ei si beve.
Ma chi da tergo, oh! chi pel crin mi afferra?
Tu, Samuèl?-Che disse? che in brev'ora
seco tutti saremo? Io solo, io solo
teco sarò; ma i figli . . .-Ove son io?-
Tutte spariro ad un istante l'ombre.
Che dissi? Ove son io? Che fo? Chi sei?
Qual fragor odo? ah! di battaglia parmi:
pur non aggiorna ancor: sì, di battaglia
fragore egli è. L'elmo, lo scudo, l'asta,
tosto or via, mi si rechi: or tosto l'arme
l'arme del re. Morir vogl'io, ma in campo. |
| MICOL |
Padre, che fai? Ti acqueta . . . Alla tua figlia |
| SAUL |
L'armi vogl'io; che figlia? Or, mi obbedisci.
L'asta, l'elmo, lo scudo; ecco i miei figli. |
| MICOL |
Io non ti lascio, ah! no . . . |
| SAUL |
Squillan più forte
le trombe? Ivi si vada: a me il mio brando
basta solo.-Tu, scostati, mi lascia;
obbedisci. Là corro: ivi si alberga
morte, ch'io cerco. |

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