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I VOLTI DELLA SCIENZA
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ARGENTERO GIOVANNI
Castelnuovo Don Bosco (Asti), 1513 - Torino, 13 maggio 1572


Giovanni Argentero"Argentero Giovanni fu dottissimo medico e, come scrive G. M. De Rolandis in "Notizie sugli scrittori astigiani", per antonomasia il gran medico di Lione, essendo questa la città ove esercitava l’arte di guaritore".
T. Vallauri, di questo illustre medico, scrive che "fu un luminare del suo secolo. Professò medicina a Lione, poi insegnò via via sulle cattedre universitarie d’Anversa, Bologna, Pisa, Roma, Napoli.
Emanuele Filiberto lo chiamò allo studio di Mondovì (1561), poi a quello di Torino; dei quali fu lustro e decoro".
Montaigne ("Essais", II, XXXVII) lo cita con Paracelso e Fioravanti fra gli illustri.
La lapide sepolcrale muratagli nel Duomo di Torino, lo definisce "notissimo a tutto l’orbe" e ne loda "l’ingegno aristotelico e la copia degli scritti de re medica".
Il dottor Argentero nel campo della medicina riveste una grandissima importanza, perchè fu il primo medico in Europa ad opporsi agli argomenti dogmatici di Galeno ed alle disquisizioni aristoteliche, per attenersi al metodo analitico-sperimentale. La sua ricerca, quindi, razionale e fondata sui dati sperimentali, costituì in quei tempi un’autentica rivoluzione che gli procurò non pochi nemici.
L’Argentero, infatti, "dovette difendersi dalle accuse del francese Eloi e dello spagnolo Huarte, i quali lo denigrarono come "pratico infelicissime, exosus practicus", sostenendo, tra l’altro, ch’egli avesse poca memoria, accusa che sembra vera".
Troppo teorico, di lui dissero con caricatura: "I medici lo applaudono, lo fuggono gli ammalati". Pubblicò molte opere, tra cui si ricordano:

    - "De erroribus veterum mediocorum".
    - "De consultationibus medicis".
    - "Methodus dignoscendorum morborum".
    - "De causis morborum et de officiis medici".
    - "De peste".
    - "De frebribus hacticis".


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