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GARDINI GIUSEPPE
Vascagliana di S. Damiano (Asti), 22 gennaio 1740 - S. Damiano (Asti), 17 maggio 1816
Gardini compì i primi studi elementari a S. Damiano, quindi ad Asti studiò grammatica, rettorica e filosofia ed, infine, a Torino frequentò l’Università e, nel 1762, si laureò in medicina.
La grande cultura, la sicurezza della diagnosi, la terapia adottata resero Gardini assai presto famoso in tutto l’Astigiano e nelle vicine provincie.
Gardini avrebbe potuto arricchirsi molto, se si fosse dedicato esclusivamente alla professione medica, ma egli nutriva una grande passione per la fisica e per gli esperimenti elettrici che, in quei tempi venivano lodevolmente coltivati.
Lasciò nel 1783 il paese e si stabili in Alba, chiamato a leggere filosofia.
In quella città continuò a coltivare gli studi, ad esercitare la medicina, ad ammaestrare la gioventù dell’Albese nelle scienze ed i suoi meriti furono così evidenti che il Municipio d’Alba con Decreto 28 febbraio 1789 lo dichiarava solennemente suo cittadino.
Intanto ad Alba scoppiano disordini politici (1799) e Gardini, preso di mira da volgari vendette di nemici occulti viene assalito nella propria abitazione e portato prigioniero nel Castello, ad Asti. Ben presto la lealtà e le virtù del medico però vennero riconosciute e dopo pochi giorni venne rilasciato.
Nel 1800 quando il Piemonte è soggetto alla Francia, Gardini viene mandato nel Collegio di Asti quale insegnante di filosofia, carica che mantenne per 4 anni.
La nostra Provincia, allora con ordinamento straniero venne chiamata Dipartimento del Tanaro e Gardini fu eletto membro del Consiglio Generale fino al 1804.
Nel 1805, ritornato ad Alba, riprese l’insegnamento della filosofia fino al 1813, "finché dopo 30 anni di onorate fatiche, vuoi nelle scuole vuoi nell’esercizio medico ed in altri uffici civili, urbani, venne collocato a riposo nella sua età di 73 anni".
Ritiratosi a S. Damiano, egli si dedicò allora ai malati poveri che spesso visitava gratuitamente e ai quali forniva non di rado farmaci. Agli infermi poveri Gardini posponeva talora quelli illustri come monsignor Caissotti, vescovo di Asti "a visitare il quale ridotto ormai agli estremi, non prima si portò che avesse ai suoi poveri provveduto e non giunse in città che quegli era morto".
Abbiamo detto che il Gardini coltivò una grande passione per le ricerche di chimica e di fisica.
Nella vicina Valle di S. Bartolomeo egli aveva improvvisato un personale gabinetto di fisica e lì fin dalla giovinezza ripeteva gli esperimenti di B. Franklin e del suo maestro Beccaria.
Entrato a buon diritto nella schiera dei Piemontesi illustri, quale cultore delle scienze fisiche, ebbe rinomanza in Italia ed all’estero specialmente in seguito alle ricerche espletate sull’elettricità animale: ricerche che gli procurarono premi e riconoscimenti, tra cui due medaglie d’oro, una in argento ed una in bronzo.
Il professor Prospero Masoero, a proposito dei meriti di Gardini ha rilevato quanto segue:
- le felici intuizioni dovute a Gardini promossero le ricerche di fisiologia sulle applicazioni dell’elettricità alle dottrine della vita e dello stato morboso;
- fin dal 1764 gli italiani Gardini-Cervelleri, Rolando, De Marchi, Petrini, Ricciardi, Salerno, Santarelli, Crescimbeni, Poletti, ecc. portarono contributi che precedettero quelli dei tedeschi e dei francesi nelle osservazioni afferenti al settore biofisico;
- alle elaborazioni del Gardini devonsi le tematiche di ricerca mandate ad esecuzione con idee geniali ed originali da Volta e Galvani: gli studi sulla fisiologia delle funzioni motrici, ad esempio, trovano nella scoperta dell’elettricità muscolare, dovuta al Galvani, il fulcro intorno al quale ruotano i grandi progressi conseguiti in tema di correnti bioelettriche (correnti di demarcazione e correnti di riposo).
Da tali annotazioni tornerebbe agevole gli esperimenti e gli studi successivi sull’elettricità animale nel cui ambito si svilupparono fondamentali acquisizioni per ogni settore della biofisica medica e soprattutto in merito agli aspetti più interessanti della ricerca inerente i fenomeni vitali, il metabolismo, i fattori ambientali, la diagnostica e la terapia.
Gardini scrisse opere di pregio e parecchie dissertazioni scientifiche che furono premiate dalle Accademie d’Italia, Francia, Belgio, Germania.
Le principali sono:
"De Effectibus ignis elcetrici in homine", premiata nel 1782.
"De influxu electricitatis in vegetantia", premiata nel 1782.
"De ignis electrici natura", premiata dall’Accademia di Mantova, 1792.
"De effectibus procellarum supra homines et coetera animalia", premiata dall’Accademia di Bruxelles, 1809.
In San Damiano, nel 1816 venne eretta una lapide marmorea sulla facciata della casa del celebre cultore delle discipline mediche e fisiche, a cura di un Comitato di Sandamianesi residenti a Torino, costituitosi per iniziativa dell’avv. Giovanni Franco.
Allo scoprimento della lapide, che tuttora esiste, intervennero tra gli altri, il marchese Carlo Alfieri di Sostegno, Senatore del Regno.
Anche Alba, città in cui Gardini esercitò la professione per molti anni, lo ricordò con un monumento eretto nel 1857 in suo onore e in memoria di Carlo Botero, insigne botanico. A realizzare questa iniziativa concorse in special modo il municipio di S. Damiano d’Asti.
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