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GARINO-CANINA ETTORE
Asti, 17 luglio 1883 - Asti, 10 luglio 1959
Il professor Garino-Canina, scienziato e ricercatore di fama mondiale, indirizzò la sua lunga opera a valorizzare il nostro prodotto tipico: il vino.
Dopo aver compiuto gli studi classici nel Liceo della nostra città, nel 1907 si laureò presso l’Università di Torino in Scienze Naturali ed in Chimica-Farmacia.
La sua carriera professionale iniziò in qualità di Assistente presso la Stazione Enologica Sperimentale di Asti, che era sorta tra le prime in Italia.
Durante la prima guerra mondiale fu ufficiale in zona d’operazione fino al termine del conflitto. Dopo il congedo riprese il suo lavoro di ricerca presso la Stazione Enologica, nonché della microbiologia.
Egli profuse le proprie energie fisiche ed intellettuali nelle ricerche continue della chimica sperimentale, affermandosi ben presto nel campo scientifico.
Nel 1922 venne nominato socio corrispondente dell’Accademia di Agricoltura di Torino e nel 1947 membro ordinario.
Presso l’Università di Torino Garino-Canina fu docente per il corso di Industrie Agrarie, poi per il corso di perfezionamento della Fondazione "A. Morone-Cinzano". Nel 1927 divenne libero docente di materie agrarie ed enologiche presso l’Università di Milano.
Presto ottenne meritati riconoscimenti: il Ministro dell’Agricoltura, Accademie e Congressi Agrari lo chiamarono alla Presidenza della Comissione Internazionale per la revisione dei metodi di analisi dei vini, presso l’Office di Parigi, di delegato permanente della Commissione Internazionale per le Industrie Agrarie con sede a Parigi, di membro della Commissione dei regolamenti sulla produzione dei mosti e dei vini. Partecipò inoltre a numerosi congressi nazionali tra i quali ultimi, quelli di Parigi.
Nel 1948 venne nominato direttore della Stazione Enologica Sperimentale di Asti, carica che mantenne fino al suo collocamento a riposo per limiti d’età, avvenuto nel novembre del 1958.
Durante la sua lunga attività scientifica, il professor Garino-Canina si dedicò con grande passione e competenza profonda agli studi enologici, realizzando un centinaio di pubblicazioni; una produzione notevolissima che conferma la sua profonda competenza in materia enologica ed il suo indiscusso valore di scienziato e di ricercatore.
Egli rese ben noto il suo nome anche con profondi studi sulla Finanza italiana nel medioevo ed, in particolare, su quella della Monarchia Sabauda, al quale riguardo sono state assai apprezzate le due dotte pubblicazioni sulla politica finanziaria dei tempi di Emanuele Filiberto.
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