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ARGENTERO GIOVANNI
BOTALLO LEONARDO
ARELLANO PIETRO FRANCESCO
VOLPINI GIOVANNI BATTISTA
RIVA GIOVANNI GUGLIELMO
BROVARDI NICCOLA
GARDINI GIUSEPPE
CAMISOLA GIUSEPPE
LESSONA CARLO
DORNA ALESSANDRO
CASTIGLIANO ALBERTO
BOVE GIACOMO
OTTOLENGHI SALVATORE
ARTOM ALESSANDRO
CVET MIHAIL SEMENOVIC
ARTOM CESARE
PASTRONE GIOVANNI
GARINO-CANINA ETTORE
VERCELLI FRANCESCO
MONTALENTI GIUSEPPE
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PASTRONE GIOVANNI
Asti, 13 settembre 1882 Torino, 27 giugno 1959
La vita e l'opera di Pastrone appartengono a uno dei capitoli pi๙ importanti della storia del cinema.
Originario di Montechiaro d'Asti (1882), dotato di notevole talento musicale, si diplom๒ al
Conservatorio in violino, ma port๒ a termine anche gli studi in ragioneria. Nel 1903 si trasferì a
Torino, dove venne scelto come secondo violino nell'orchestra del Teatro Regio. Ma in seguito ad un
annuncio pubblicitario decise di mettere in pratica le sue doti di contabile e si fece assumere dalla
Carlo Rossi & C., una ditta costituita per sfruttare i nuovi brevetti di telefonia, che ben presto punt๒
sulla produzione cinematografica. Grazie alla conoscenza di tre lingue straniere (francese, inglese e
tedesco), Pastrone ottenne l'incarico di corrispondente ed ebbe così modo di stabilire contatti diretti
con cineasti e produttori stranieri, impadronendosi in fretta degli aspetti economici e tecnici del
cinema.
Nel 1907 la casa produce una trentina di film che vengono distribuiti anche all'estero, da La
raccolta delle ciligie ai documentari Il corteo funebre per le onoranze di Giosuè Carducci e Alle
grandi manovre.
Nella tarda estate dell'anno successivo la società si scioglie: Carlo Rossi accetta la direzione della
romana Cines, Pastrone, al contrario, non vuole lasciare Torino e subito dà vita all'Itala Film.
Per Pastrone il cinema è un'industria e come tale deve evitare improvvisazione e rischio. Per
seguire la lavorazione dei film in tutte le sue fasi, l'Itala costruisce nuovi capannoni di 22 mila metri
quadri in cui è possibile sfruttare al massimo la luce del sole. A partire dal 1910 Pastrone realizza in
prima persona lavori impegnativi, compiendo anche interessanti esperimenti di sonorizzazione e di
colorazione delle pellicole. Il suo primo lavoro è La caduta di Troia, film di 600 metri in un'unica
bobina. Per realizzarlo Pastrone sfrutta gigantesche scenografie e costruisce un enorme cavallo di
legno.
Pastrone sa che il cinema ha tutte le carte in regola per diventare uno spettacolo di massa. All'inizio
del 1912 comincia a sviluppare l'idea di un grande lavoro storico; a Genova scopre un forzuto
scaricatore di porto, Bartolomeo Pagano, e lo abitua a muoversi davanti alla macchina da presa. Sta
per nascere il kolossal Cabiria, concepito sulle ali dell'entusiasmo patriottico suscitato dalla impresa
coloniale (1911-1912) che ha condotto l'Italia ad una precaria occupazione della Libia.
Il film ottiene un vasto consenso popolare e serve a Pastrone per mettere in cantiere altri lavori. L
Itala è un esempio da seguire anche per gli stranieri: rappresenta uno degli organismi produttivi pi๙
efficienti anche sul piano internazionale. Nel 1915 Pastrone gira un altro film di notevole spessore, Il
fuoco, ed in seguito Tigre Reale. Nel 1919, dopo aver realizzato Hedda Gabler, il vulcanico
astigiano decide di ritirarsi. Viene chiamato ad un ultimo sforzo due anni pi๙ tardi da Giuseppe
Barattolo per ricostruire l'Itala, cooperando alla rinascita del cinema italiano. Da allora cessa di
occuparsi di cinema. Ritiratosi nella sua abitazione torinese, si dedica ad altre
attività e conduce studi approfonditi di medicina, alla ricerca dell'origine e della cura del cancro.
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