Il Sindaco di Asti dà licenza di correre il Palio pronunciando antiche parole: "...andate e che San Secondo vi assista!"
E per i ventuno partecipanti incomincia una sorta di terribile agonia che dura per il tempo infinito - un paio di minuti - di ognuna delle tre batterie e della finale.
Sono nove i cavalli per ogni batteria e migliaia di borghigiani che sperano nella vittoria. Ma a vincere sarà uno soltanto: il più bravo, il più fortunato e scaltro.
In un attimo si dimenticano le fatiche di un anno.
Tutto ripagato da un incredibile drappo cremisi che stringe tra le mani il Rettore: il Palio.
Niente come il vino identifica nel mondo Asti e la sua provincia.
Per rendere omaggio in patria a questo ambasciatore universale si celebra, sotto il segno della "Douja d'Or", questa grande giornata di festa che è stata definita "la più vera rappresentazione di vita contadina".
Vera perchè fatta con personaggi veri, vivi nella memoria di chi ha radici su queste colline.
Vera come il vino che si fa qui, da secoli fonte di reddito, compagno di gioie e di fatiche di gente che in esso trasfonde tutto l'amore per la propria terra.
Rievocazione storica dell'assedio alla citta' di Canelli da parte delle truppe di Carlo Gonzaga, duca di Nevers, nel 1613 durante le guerre di successione del Marchesato del Monferrato.
Inizia nel primo pomeriggio del sabato: la citta' viene chiusa, vengono aperte botteghe, osterie e oltre 4000 figuranti animano la rievocazione.
Nella serata le osterie propongono cene dell'assedio con ricette rigorosamente d'epoca.
La domenica gli assedianti assaltano la citta', ma vengono respinti dai canellesi.
Segue quindi la celebrazione della vittoria con canti e balli.
Organizzata dalla Camera di Commercio di Asti e dall'Ente Valorizzazione Vini Astigiani è uno dei più prestigiosi concorsi enologici italiani. Le Commisioni di degustazione selezionano durante l'anno i vini in concorso e assegnano gli "Oscar della Douja" scelti tra i vini selezionati e gli "Asti d'Oro" per i migliori vini DOC dell'astigiano.