|
|
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
PATATE DELL’ALTA VALLE BELBO
La patata appartiene alla famiglia delle Solanaceae e alla specie Solanum tuberosum L.
Le parti verdi della pianta contengono un alcaloide velenoso, la solanina, che compare anche nei tuberi a seguito di
una lunga esposizione alla luce.
Indice di maturità dei tuberi è il graduale ingiallimento della parte aerea e la buona aderenza della buccia alla
polpa.
La raccolta può essere anticipata o per motivi di mercato (patata primaticcia) o per evitare attacchi tardivi di
malattie da virus, nel caso di produzione di patate da seme.
Poiché la coltura della patata ha buone capacità di adattamento alle diverse condizioni pedoclimatiche, risulta
presente in tutte le fasce altimetriche.
Le patate dell’Alta Valle Belbo sono caratterizzate dalle loro qualità organolettiche, apprezzate per il consumo
fresco.
La coltivazione avviene su terreni non eccessivamente fertili e senza possibilità di essere irrigati, quindi, a
compensare una diminuzione delle rese, vengono esaltate le caratteristiche organolettiche-sensoriali.
Si può, quindi, asserire che le patate dell’Alta Valle Belbo siano molto più saporite rispetto alle varietà che si
possono reperire normalmente sul mercato.
Attualmente, sono scarsamente prodotte le vecchie varietà, che derivavano essenzialmente da riproduzioni aziendali,
per cui le cultivar attualmente coltivate sono fornite dal mercato nazionale ed estero.
Il particolare ambiente pedoclimatico non consente semine eccessivamente anticipate, quindi, l’inizio della raccolta
coincide, generalmente, con la prima decade di agosto.
Un importante fattore da sottolineare è il limitato numero di trattamenti effettuati in quanto, particolarmente
nelle zone più alte (fino a 900 m s.l.m.), con temperature relativamente basse, generalmente non si eseguono
interventi per la peronospora.
La difesa fitosanitaria in genere è, comunque, controllata e limitata alle reali necessità sulla base degli andamenti
stagionali.
Il prodotto viene principalmente venduto per il consumo fresco e, in piccole parti, ad industrie di trasformazione,
per cui non subisce processi di conservazione ma solo un provvisorio stazionamento naturale in magazzino in attesa
della collocazione.
Il 20 agosto 1998, è stato costituito, a Mombarcaro, il “Consorzio per la valorizzazione e tutela delle patate
dell’Alta Valle Belbo” che ha per finalità la tutela, la valorizzazione e l’incremento della produzione nonché il
commercio delle “Patate dell’Alta Valle Belbo”, a difesa e sostegno delle produzioni della valle che necessitano di
salvaguardia.
Zona di produzione:
La zona di produzione comprende, in pratica, tutti i comuni dell’invaso e delle pendici del Belbo.
La storia:
La vallata del Belbo è sempre stata caratterizzata da questa coltivazione, in particolare il Comune di Mombarcaro gode
di un particolare privilegio per la qualità ed il sapore delle sue patate.
Molti anni orsono, vi era una forte richiesta delle patate di Mombarcaro da parte della vicina Liguria; ancora oggi,
i produttori che vanno a vendere sui mercati liguri riescono a spuntare un prezzo maggiore per la particolare
attenzione degli acquirenti verso le patate prodotte in valle Belbo.
Va però ricordato che, in passato, venivano coltivate varietà “locali” che oggi, purtroppo, sono praticamente
sparite; esiste ancora qualche indicazione della loro produzione tramite persone anziane del luogo; compito del
Consorzio è quello di ricercare qualche sporadica presenza di vecchie varietà per una loro eventuale reintroduzione.
|
|
|
|