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 Vademecum sul Vino Astigiano
La degustazione
La degustazione comincia dalla vista: il bicchiere riempito per meta' o poco piu', deve essere osservato per trasparenza e sotto diverse incidenze di luce; cosi' si potra' notare se il vino e' limpido o torbido; valutare le caratteristiche del colore (il rubino, il granata, la porpora, il mattone, il viola se si tratta di vino rosso; il paglierino, l'ambra, il giallo dorato se si tratta di vino bianco) e misurarne la tinta (smorta, vivace o brillante). Il colore da solo puo' rivelare l'autenticita' del vino.
Il naso ha una parte importante nell'assaggio: le sensazioni dell'odorato completano quelle del gusto.
Il vino viene mosso nel bicchiere con lieve movimento rotatorio affinche' se ne stenda un velo sulle pareti. I profumi provengono dall'insieme dei componemti del vino, gli aromi sono propri dei vini appunto aromatici quali Moscato, Brachetto, Malvasia; gli odori, quando sono estranei ( di legno, di muffa, di fondasccio) distruggono gran parte del valore del vino.
Dopo tutto questo si beve: a piccolissimi sorsi, aspirando un poco d'aria. Quel piccolo sorso deve bastare a riempire tutta la bocca mettendo al lavoro ogni papilla gustativa mentre gli effluvi che si liberano quando il vino si riscalda sul palato salgono al naso.In tal modo aromi, profumi, odori (buoni o cattivi) si amalgamano insieme, diventano sensazione gustatoria e con l'esperienza e l'esercizio consentono dei giudizi.
Cosi' si potra' dire se il vino e' passante o gradevole, oppure scipito o fiacco; se e' generoso, robusto, asciutto, secco oppure amabile o dolce; se aspro o ruvido oppure morbido e gradevole.
Il vino va bevuto alla temperatura giusta. Una Barbera di gran corpo e invecchiato a lungo e' ottimo a 20-22 gradi; l'Asti Spumante a 8-10 gradi; tra questi due estremi stanno tutte le altre temperatuere giuste ; come regola generale si puo' dire che i vini rossi secchi bevuti a temperatura ambiente, quelli bianchi e quelli dolci vanno bevuti freschi.
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